


|

La bonificazione del Basso Piave è stata attuata da 12
Consorzi di bonifica che hanno operato dalla laguna di Venezia
al fiume Livenza e dal litorale adriatico fino all'opitergino,
su una superficie di circa ett. 62.000.
Le prime bonifiche consorziali hanno avuto inizio al principio
di questo secolo, precedute da numerose piccole bonifiche private
avviate da benemeriti agricoltori. Distrutte nel 1918 con la grande
guerra, dette prime bonifiche furono subito ricostruite; nel contempo
presero sviluppo le maggiori realizzazioni consortili per il prosciugamento
meccanico delle paludi (decennio 1921-30); seguirono - prima e
dopo il secondo conflitto mondiale - le opere complementari ed
integrative e quelle per il progressivo miglioramento della bonifica.
Originariamente il territorio era allo stato paludivo e vallivo
per circa 37.000 ettari; gli altri 25.000 ettari, pur coltivati,
richiedevano un radicale riordino idraulico.
A seguito del riordino dei comprensori di bonifica operato dalla
Regione Veneto (L.R. 13.1.1976 n.3), agli originari Consorzi pionieri
della bonificazione del territorio è succeduto l'attuale
Consorzio di Bonifica Basso Piave, costituito con D.G.R. 7 marzo
1978 n.1228, operante dal 31.3.1980 sulla base di statuto debitamente
approvato su una superficie territoriale di circa 56.000 ettari.
È Ente di diritto pubblico a sensi dell'art.59 del R.D.
13.2.1933 n.215 e dell'art. 2 della L.R. 13.1.1976 n. 3. Tra i
compiti prioritari d'istituto rientrano la manutenzione e l'esercizio
delle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione, nonchè
la tutela del territorio rurale.
Ricadono nel comprensorio per intero o in parte i Comuni di Caorle,
Cavallino-Treporti, Ceggia, Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo,
Meolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Quarto d' Altino, S.
Donà di Piave, S. Stino di Livenza, Torre di Mosto, in
provincia di Venezia; Cessalto, Chiarano, Gorgo al Monticano,
Motta di Livenza, Oderzo, Salgareda e Zenson di Piave, in provincia
di Treviso.
|