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Il Piano Generale di Bonifica e di Tutela del Territorio Rurale
(PGBTTR), commissionato dalla Regione al Consorzio ed adottato
dal Consiglio dell'ente nel dicembre 1991, dopo un'accurata ricognizione
dei caratteri salienti e distintivi del comprensorio, nonchè
dell'idoneità delle opere di bonifica a svolgere il loro
ruolo di sicurezza e valorizzazione a favore di un territorio
profondamente modificato rispetto al passato, ha individuato i
comparti bisognevoli di intervento nei settori della sicurezza
idraulica, dell'irrigazione e della tutela del territorio rurale.
Sicurezza
Idraulica
Il territorio registra in questi ultimi decenni una crescente
esposizione al rischio idraulico. Sono condizioni esterne di grande
pericolosità l'effetto concorrente negativo di più
alti livelli delle alte maree e di piena dei fiumi Sile, Piave
e Livenza, che sovrastano il comprensorio - protetto dalle arginature
perimetrali e dalle difese litoranee - ed il contestuale abbassamento
delle terre lungo tutto l'alto Adriatico. Detti fattori negativi,
nel novembre 1966, in concomitanza con evento meteorico di straordinaria
intensità dai bacini montani al mare, hanno raggiunto valori
tanto critici da generare la catastrofica alluvione che investì
gran parte del Basso Piave con le rotte dal Piave e con l'invasione
dal mare di tutti i bacini litoranei.
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In quella funesta occasione furono sommersi quasi 35.000 ettari
del comprensorio, allagata la gran parte dei centri comunali,
furono sconvolte le vie di comunicazione; nelle zone più
depresse l'acqua ristagnò fino a 40 giorni. All'indomani
del drammatico evento, sotto la spinta dell'allarme sulla fragilità
del territorio, il Consorzio ha goduto da parte dello Stato dei
finanziamenti necessari per provvedere ad inter-venti di emergenza
per la difesa dei litorali. Lungo l'intera fronte a mare di circa
40 km. fu costruita una struttura rigida di palancolate, gradonate
e pennelli che, in questi ultimi decenni, ha efficacemente contrastato
l'erosione del mare ed ha difeso i bacini litoranei interrompendo
lo stillicidio di rotte marine, creando le condizioni di sicurezza
alla base dell'intenso sviluppo turistico-balneare.
Per la sicurezza del comprensorio sono peraltro richiesti ben
più radicali interventi nel settore delle grandi opere,
preordinate alla difesa del suolo (laminazione delle piene fluviali
nei bacini montani, protezione dei litorali) di competenza dello
Stato e della Regione; per la cui urgente realizzazione il Consorzio
si fa portavoce in ogni più opportuna occasione e sede,
con l'obiettivo di eliminare un condizionamento estremamente negativo
alla crescita civile, sociale ed economica del Basso Piave.
Ma il rischio idraulico è in aumento anche per cause interne
al comprensorio, legate, oltre che al processo di ammodernamento
delle campagne, soprattutto alla forte espansione delle aree urbane
che, a motivo dell'elevata impermeabilizzazione delle superfici,
comportano incrementi cospicui delle portate istantanee di scolo
- da dieci fino a venti volte quelle dei terreni agricoli. Essi
generano picchi di piena, non più compatibili con la capacità
di invaso degli alvei dei canali ricettori a valle dei centri
abitati, a suo tempo progettati e dimensionati per le esigenze
di un territorio quasi esclusivamente agricolo; determinando colme
ed esondi che, quando interessano gli insediamenti civili e produttivi,
diventano intollerabili.
Per far fronte ad una prospettiva che, in assenza di rimedi, è
destinata a divenire sempre più pericolosa ed ingovernabile,
con i finanziamenti statali, regionali e comunitari che di volta
in volta gli sono assentiti, il Consorzio sta procedendo ad una
sistematica operazione di potenziamento, ammodernamento ed automazione
degli impianti idrovori. Contemporaneamente prosegue nell'azione
di collegamento delle reti scolanti di bacini contigui finora
idraulicamente indipendenti, per mettere a disposizione delle
zone soggette a precipitazioni critiche, solitamente circoscritte,
la potenzialità effusoria complessiva degli impianti operanti
su più vaste aree, oltre alla capacità di invaso
dell'insieme dei canali.
Si tratta di una linea operativa che il Consorzio ha individuato
come strategica per mettere in sicurezza il proprio comprensorio
e che ha già dimostrata la propria efficacia sotto il profilo
di più elevati standard di sicurezza idraulica, ma anche
della economicità di gestione e della stessa tutela della
qualità delle acque di scolo.
Irrigazione
Il sistema realizzato, pur rispondendo sostanzialmente alle esigenze
dell'agricoltura del Basso Piave, deve essere completato secondo
le previsioni progettuali; richiede inoltre interventi di ammodernamento
delle più vecchie reti distributrici, a suo tempo realizzate
con alvei in terra, nonchè la ricostruzione della canalizzazione
prefabbricata più obsoleta che presenta vistosi fenomeni
di disfacimento delle strutture in parete sottile. Sono da tempo
pronti i progetti per l'estensione dell'irrigazione anche ai bacini
superiori del comprensorio Piavon, Magnadola e Cirgogno Superiore,
per complessivi 4.500 ettari circa tuttora asciutti, ancora fermi
in attesa dei necessari finanziamenti.
Nei programmi del PGBTTR rientra anche l'irrigazione del bacino
Cavallino e delle isole treportine per la cui progettazione il
Consorzio dispone delle indispensabili conoscenze tecniche agronomiche.
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