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Come
funzionano i turni irrigui
Per la regolarità dell'esercizio irriguo è indispensabile
che ciascuna Ditta si attenga scrupolosamente all’orario
fornito ed alle disposizioni impartite dal personale di custodia,
cui dovrà segnalare con congruo anticipo
il suo intendimento di derivare l'acqua, che dovrà essere
utilizzata in modo appropriato, evitando sprechi. Il personale
di custodia ha l'obbligo di rilevare le infrazioni e di interrompere
l'erogazione ai contravventori.
Il volume d'acqua fornito è calcolato per ripristinare
la quantità d'acqua, facilmente utilizzabile dalle piante,
trattenuta dal terreno; tale quantità, nelle nostre condizioni
pedoclimatiche e nel periodo di massima evapotraspirazione, viene
consumata mediamente in circa 14 giorni. Pertanto l'acqua irrigua
erogata settimanalmente va utilizzata per ripristinare completamente
la riserva idrica facilmente utilizzabile di metà superficie
irrigabile. Nella settimana successiva l'acqua va utilizzata per
la restante metà, cosicché, in assenza di precipitazioni,
ogni 14 giorni si torna ad irrigare la stessa superficie.
In periodi in cui le richieste d'acqua non sono generalizzate,
potranno essere concordati tempi di adacquamento diversi da quelli
indicati.
Richieste di aggiornamento ed integrazioni del turno stabilito
dovranno essere indirizzate all'Area Agraria consorziale.
Promemoria
per un uso corretto dell’acqua irrigua
Anche l’agricoltura del Basso Piave deve prepararsi a far
fronte a situazioni di limitazioni nella disponibilità
d’acqua di cui finora ha goduto, a causa del progressivo
sfruttamento delle portate defluenti lungo le aste termi- nali
dei fiumi da cui essa viene derivata ed altresì di possibili
revisioni al ribasso delle vigenti concessioni statali in fase
di rinnovo.
In tale situazione gli agricoltori sono chiamati:
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Ad adottare misure che riducano gli sprechi - che attualmente
rappresentano frazione importante dell’acqua consegnata
- e che di seguito si illustrano:
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1. Chiaviche terminali di scarico nei canali di scolo
a perfetta tenuta. Oltre allo stato delle paratoie,
sarà da controllare la tenuta dei tombini, che
devono essere di conveniente lunghezza e realizzati
con giunto a bicchiere, affinché il terrapieno
possa costituire efficace barriera alle infiltrazioni.
Le chiaviche a sfioratore di recente impiego, particolarmente
indicate per mantenere i livelli desiderati all’interno
della rete scolante aziendale, sono da accettare con
riserva negli scarichi terminali. In tali casi il mantenimento
della quota desiderata dovrà essere ottenuto
mediante il controllo delle portate alla derivazione
così da evitare di scaricare automaticamente
i surplus direttamente nel canale di bonifica.
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2. Dotare la rete distributrice aziendale, quasi sempre
di scolo utilizzata in forma promiscua, di idonei manufatti
ripartitori, in modo da concentrare l’acqua su
reparti e coltivazioni che abbisognano dell’intervento,
escludendo invasi generalizzati nell’intera azienda.
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A migliorare l’impiego dell’acqua. A tale
scopo occorre aver presente che lo spessore del terreno
agrario, dove più attivo é l’assorbimento
radicale e nel quale occorre ripristinare il giusto grado
di umidità, in particolare nel periodo estivo di
massimo fabbisogno delle piante, é limitato ai primi
50-60 cm.
Nei confronti dell’indicato obiettivo agronomico,
i metodi irrigui adottabili presentano diversa efficienza.
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1. L’irrigazione a pioggia corrisponde in elevato
grado all’esigenza di dosare l’acqua, contenendo
gli sprechi, con la sua distribuzione nello spessore
utile del terreno agrario, mediante interventi settimanali
di 30¸40 mm. (300¸400 mc/Ha). Sono disponibili
allo scopo impianti fissi a goccia, pluvirrigui a breve,
media e lunga gittata, rotoloni, pivot, ranger, ecc.,
ognuno con propri ambiti preferenziali di applicazione.
- 2. L’irrigazione per infiltrazione laterale dalle
scoline, se effettuata secondo la regola della rete adduttrice
aziendale distinta da quella di scolo e adacquando non
già in forma generalizzata, ma operando in successione
per singoli appezzamenti, mediante invaso, incollo e sostentamento
dell’acqua scolina dopo scolina, é in grado
di realizzare efficaci interventi irrigui, con consumi
contenuti, dell’ordine degli 800¸1.000 mc/Ha
ogni 2 settimane e con reflue modeste.
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3. La subirrigazione, metodo molto usato nelle recenti
sistemazioni a drenaggio tubolare, con incollo dell’acqua
nel capofosso di raccolta delle colature e funzionamento
a ritroso dei dreni, richiede il costante impinguamento
della falda sottosuperficiale su livelli sostenuti per
periodi anche notevolmente lunghi.
É metodo che richiede notevoli disponibilità
d’acqua, solo per quota parte utilizzata dalle piante,
mentre la restante frazione é destinata ad essere
emunta direttamente o indirettamente nei canali consorziali.
Miglioramenti nel contenimento dei consumi e nell’imbibimento
dello strato attivo agrario del terreno possono essere ottenuti
con il carico da monte dei dreni. Risultati invero soddisfacenti
sono conseguibili con lo scorrimento superficiale per solchetti
ricavati nell’interfila, secondo la pendenza delle
spianate. In entrambe le soluzioni si richiede che l’acqua
sia portata in testa ai campi con propria distinta adduttrice
(fossalazione o condotta interrata).
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L’oculato corretto impiego dell’acqua irrigua da parte
delle aziende, mentre può consentire loro di superare positivamente
le eventuali limitazioni nelle disponibilità che si dovessero
verificare, si fa raccomandare anche ai fini del contenimento
dell’onerosità del servizio irriguo consorziale
per le importanti economie che possono essere conseguite; in particolare
nel consumo dell’energia elettrica assorbita (oltre che
dagli impianti di sollevamento irriguo) dagli impianti idrovori,
il quale, nella stagione siccitosa, a causa dell’abbondanza
delle colature affluenti nei canali di bonifica, sovente eguaglia
quello delle stagioni piovose.
Mentre il personale di custodia ha incarico di segnalare le situazioni
di spreco, l'Area Agraria resta a disposizione per dare l’assistenza
tecnica che fosse richiesta.
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