consorzio di bonifica basso piave, sede di san donà di piave, provincia di venezia.

consorzio basso piave di san donà di piave

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consorzio di bonifica, informazioni sull'azienda

opere pubbliche di irrigazioneCome funzionano i turni irrigui
Per la regolarità dell'esercizio irriguo è indispensabile che ciascuna Ditta si attenga scrupolosamente all’orario fornito ed alle disposizioni impartite dal personale di custodia, cui dovrà segnalare con congruo anticipo il suo intendimento di derivare l'acqua, che dovrà essere utilizzata in modo appropriato, evitando sprechi. Il personale di custodia ha l'obbligo di rilevare le infrazioni e di interrompere l'erogazione ai contravventori.

Il volume d'acqua fornito è calcolato per ripristinare la quantità d'acqua, facilmente utilizzabile dalle piante, trattenuta dal terreno; tale quantità, nelle nostre condizioni pedoclimatiche e nel periodo di massima evapotraspirazione, viene consumata mediamente in circa 14 giorni. Pertanto l'acqua irrigua erogata settimanalmente va utilizzata per ripristinare completamente la riserva idrica facilmente utilizzabile di metà superficie irrigabile. Nella settimana successiva l'acqua va utilizzata per la restante metà, cosicché, in assenza di precipitazioni, ogni 14 giorni si torna ad irrigare la stessa superficie.
In periodi in cui le richieste d'acqua non sono generalizzate, potranno essere concordati tempi di adacquamento diversi da quelli indicati.

Richieste di aggiornamento ed integrazioni del turno stabilito dovranno essere indirizzate all'Area Agraria consorziale.

opere pubbliche di irrigazionePromemoria per un uso corretto dell’acqua irrigua
Anche l’agricoltura del Basso Piave deve prepararsi a far fronte a situazioni di limitazioni nella disponibilità d’acqua di cui finora ha goduto, a causa del progressivo sfruttamento delle portate defluenti lungo le aste termi- nali dei fiumi da cui essa viene derivata ed altresì di possibili revisioni al ribasso delle vigenti concessioni statali in fase di rinnovo.

In tale situazione gli agricoltori sono chiamati:

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Ad adottare misure che riducano gli sprechi - che attualmente rappresentano frazione importante dell’acqua consegnata - e che di seguito si illustrano:
  1. 1. Chiaviche terminali di scarico nei canali di scolo a perfetta tenuta. Oltre allo stato delle paratoie, sarà da controllare la tenuta dei tombini, che devono essere di conveniente lunghezza e realizzati con giunto a bicchiere, affinché il terrapieno possa costituire efficace barriera alle infiltrazioni. Le chiaviche a sfioratore di recente impiego, particolarmente indicate per mantenere i livelli desiderati all’interno della rete scolante aziendale, sono da accettare con riserva negli scarichi terminali. In tali casi il mantenimento della quota desiderata dovrà essere ottenuto mediante il controllo delle portate alla derivazione così da evitare di scaricare automaticamente i surplus direttamente nel canale di bonifica.
  2. 2. Dotare la rete distributrice aziendale, quasi sempre di scolo utilizzata in forma promiscua, di idonei manufatti ripartitori, in modo da concentrare l’acqua su reparti e coltivazioni che abbisognano dell’intervento, escludendo invasi generalizzati nell’intera azienda.
sportelli bancari e postali
A migliorare l’impiego dell’acqua. A tale scopo occorre aver presente che lo spessore del terreno agrario, dove più attivo é l’assorbimento radicale e nel quale occorre ripristinare il giusto grado di umidità, in particolare nel periodo estivo di massimo fabbisogno delle piante, é limitato ai primi 50-60 cm.
Nei confronti dell’indicato obiettivo agronomico, i metodi irrigui adottabili presentano diversa efficienza.
  1. 1. L’irrigazione a pioggia corrisponde in elevato grado all’esigenza di dosare l’acqua, contenendo gli sprechi, con la sua distribuzione nello spessore utile del terreno agrario, mediante interventi settimanali di 30¸40 mm. (300¸400 mc/Ha). Sono disponibili allo scopo impianti fissi a goccia, pluvirrigui a breve, media e lunga gittata, rotoloni, pivot, ranger, ecc., ognuno con propri ambiti preferenziali di applicazione.
  2. 2. L’irrigazione per infiltrazione laterale dalle scoline, se effettuata secondo la regola della rete adduttrice aziendale distinta da quella di scolo e adacquando non già in forma generalizzata, ma operando in successione per singoli appezzamenti, mediante invaso, incollo e sostentamento dell’acqua scolina dopo scolina, é in grado di realizzare efficaci interventi irrigui, con consumi contenuti, dell’ordine degli 800¸1.000 mc/Ha ogni 2 settimane e con reflue modeste.
  3. 3. La subirrigazione, metodo molto usato nelle recenti sistemazioni a drenaggio tubolare, con incollo dell’acqua nel capofosso di raccolta delle colature e funzionamento a ritroso dei dreni, richiede il costante impinguamento della falda sottosuperficiale su livelli sostenuti per periodi anche notevolmente lunghi.
É metodo che richiede notevoli disponibilità d’acqua, solo per quota parte utilizzata dalle piante, mentre la restante frazione é destinata ad essere emunta direttamente o indirettamente nei canali consorziali. Miglioramenti nel contenimento dei consumi e nell’imbibimento dello strato attivo agrario del terreno possono essere ottenuti con il carico da monte dei dreni. Risultati invero soddisfacenti sono conseguibili con lo scorrimento superficiale per solchetti ricavati nell’interfila, secondo la pendenza delle spianate. In entrambe le soluzioni si richiede che l’acqua sia portata in testa ai campi con propria distinta adduttrice (fossalazione o condotta interrata).


L’oculato corretto impiego dell’acqua irrigua da parte delle aziende, mentre può consentire loro di superare positivamente le eventuali limitazioni nelle disponibilità che si dovessero verificare, si fa raccomandare anche ai fini del contenimento dell’onerosità del servizio irriguo consorziale per le importanti economie che possono essere conseguite; in particolare nel consumo dell’energia elettrica assorbita (oltre che dagli impianti di sollevamento irriguo) dagli impianti idrovori, il quale, nella stagione siccitosa, a causa dell’abbondanza delle colature affluenti nei canali di bonifica, sovente eguaglia quello delle stagioni piovose.

Mentre il personale di custodia ha incarico di segnalare le situazioni di spreco, l'Area Agraria resta a disposizione per dare l’assistenza tecnica che fosse richiesta.

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